Sanrio, l'azienda di Hello Kitty, ha interrotto la sua partnership commerciale con la serie TV giapponese Vivant, dopo le forti critiche ricevute dalla Cina. La seconda stagione del thriller, rilasciata a luglio, ha suscitato indignazione per la rappresentazione di agenti cinesi che usano torture brutali su un operativo giapponese. Le proteste sono giunte dai media statali e dagli utenti social cinesi.

L'azienda giapponese ha chiesto scusa e motivato la fine della collaborazione, dichiarando che il programma conteneva "elementi incoerenti con i valori fondamentali di Sanrio". Mercoledì, Sanrio ha promesso di rafforzare i processi di revisione futuri, ribadendo il suo impegno per l'armonia, come riportato dalla testata BBC News.

L'episodio si inserisce nelle crescenti tensioni diplomatiche tra Cina e Giappone, ai minimi storici. Lo scorso novembre, il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi aveva suggerito un possibile intervento di autodifesa a Taiwan. Queste dichiarazioni hanno provocato una dura reazione di Pechino, che ha intensificato la pressione su Tokyo.

Il Global Times cinese ha criticato Sanrio mercoledì, sostenendo che Hello Kitty non dovrebbe associarsi a contenuti "anti-Cina". Giovedì, il ministero degli Esteri cinese ha indicato l'incidente come monito. Il presidente della rete TBS di Vivant ha dichiarato lo show fittizio e senza intenti denigratori, come specificato da BBC News.