Nel corso del 2025 gli strumenti di lavoro di artigiani e tecnici britannici sono stati sottratti con una frequenza di uno ogni venti minuti. Secondo i dati raccolti da trenta comandi di polizia e analizzati dalla BBC News, sul territorio nazionale sono stati registrati almeno 26.164 furti di utensili. Il bilancio complessivo potrebbe tuttavia risultare notevolmente superiore, poiché altri quindici dipartimenti di polizia non hanno fornito i propri dati statistici.

La deputata laburista Amanda Martin ha denunciato il ruolo attivo di bande criminali e opportunisti, sollecitando il governo a inasprire le pene e regolamentare in modo più rigido il mercato dell'usato e le piattaforme online. Dal canto suo, il ministero dell'Interno britannico ha comunicato di aver incrementato le forze di pattugliamento con oltre 3.800 agenti di quartiere aggiuntivi e di investire circa 18,5 miliardi di sterline nella sicurezza pubblica.

L'impatto economico per i lavoratori autonomi e le piccole imprese si rivela particolarmente gravoso. Secondo la compagnia assicurativa Direct Line for Business, l'indennizzo medio richiesto nel 2025 ammonta a 4.206 sterline. Oltre al danno diretto per la perdita delle attrezzature, le aziende subiscono pesanti costi legati ai veicoli danneggiati durante le effrazioni e ai mancati guadagni causati dai giorni di forzata inattività.

Per arginare il fenomeno, le forze dell'ordine e il National Business Crime Centre stanno moltiplicando i controlli nei mercatini dell'usato, notificando sanzioni legali agli organizzatori che tollerano la vendita di merce rubata. Parallelamente, molte attività commerciali adottano misure di prevenzione come la marcatura forense dei beni tramite liquidi sintetici a base di Dna, rilevabili ai controlli di polizia tramite lampade ultraviolette e cani specializzati.