Secondo Euronews, l'apprendimento dello spagnolo in Cina è aumentato del 12,6% tra il 2023 e il 2025, secondo l'Istituto Cervantes. Questo boom post-pandemico genera però una carenza di insegnanti. Luis García Montero, direttore dell'Istituto, a Pechino ha sottolineato l'urgenza di formarne di più, durante la presentazione del "Rapporto spagnolo nel mondo 2026", evento che ha celebrato i vent'anni dell'istituzione cinese.

La Cina conta circa 98.000 potenziali ispanofoni, con la lingua presente in 31 città e quasi il 98% delle università che offre Filologia ispanica. García Montero ha espresso preoccupazione per l'orientamento commerciale dell'insegnamento, temendo che la filologia perda importanza a favore di settori come affari e ingegneria, a scapito delle scienze umane.

A livello globale, lo spagnolo è parlato da 640 milioni di utenti, con una crescita dell'1,5% nell'ultimo anno, risultando la terza lingua più parlata al mondo con oltre 520 milioni di madrelingua. Il rapporto evidenzia la sua rilevanza nei flussi migratori e una forte presenza digitale, classificandosi come la seconda lingua più usata sui siti web.

Il rapporto ha evidenziato disparità geografiche, con un calo del 46% degli studenti in Brasile e una robusta crescita in Africa. Yang Ming, vicepresidente della SISU, ha notato che il mercato cinese richiede professionisti con competenze multidisciplinari, combinando la lingua con diritto, contabilità o gestione aziendale, superando la sola traduzione, nonostante i 55.000 laureati.