Il direttore generale della fabbrica Carfil di Brasov, Mircea Petru Tantau, ha spiegato alla testata romena HotNews di essere stato informato in anticipo dai servizi di sicurezza su possibili minacce ostili. Un primo avviso generale sulle aziende della controllante statale Romarm era giunto tra febbraio e marzo, seguito a inizio anno da un tentato attacco informatico. Ad agosto una nuova segnalazione indicava l'impianto militare come bersaglio probabile, poche settimane prima che scoppiasse un incendio.

Il rogo si e verificato il 14 settembre 2026 all'interno del Carfil Industrial Parc, un'area commerciale civile separata dall'impianto militare. Le fiamme hanno danneggiato circa duemila metri quadrati comprendenti autofficine, una stazione di revisione e altre attivita senza provocare vittime. Il direttore ha chiarito che le linee di produzione bellica, distanti alcune centinaia di metri e presidiate da filtri di vigilanza separati, non hanno subito interruzioni operative.

Il 26 ottobre il servizio di intelligence SRI ha ricondotto l'azione a una rete di sabotaggio coordinata dalla Russia, con obiettivi militari e industriali regionali. La procura DIICOT indaga tre stranieri, due bielorussi arrestati in Germania e un ucraino fermato in Polonia, per tentati atti di eversione. Il ministero degli Esteri ha convocato l'ambasciatore russo protestando formalmente, mentre la sede diplomatica di Mosca ha respinto ogni addebito lamentando l'assenza di prove.

Dopo l'episodio la direzione di Carfil ha rafforzato le istruzioni al personale di guardia e ai dipendenti per segnalare movimenti sospetti, intensificando la collaborazione con le forze dell'ordine e valutando una sorveglianza con droni. L'azienda produce componenti metallici per la difesa e collabora a programmi per droni. Secondo Tantau gli esecutori avrebbero agito consapevolmente per attirare visibilita, in un quadro di intimidazione legato al conflitto in Ucraina.