Nel processo in corso a Napoli per la morte della quattordicenne Martina Carbonaro, la Corte d'Assise ha esaminato diversi testimoni chiave. Secondo quanto riportato da RaiNews, tra i primi a deporre è stato il datore di lavoro dell'imputato Alessio Tucci, il quale ha descritto un contatto telefonico o telematico avvenuto intorno alle 22 del 26 maggio 2025. L'uomo ha riferito che il ragazzo appariva calmo mentre giustificava la propria assenza lavorativa a causa della mancata reperibilità della giovane.

In aula è intervenuto in videocollegamento anche un giovane residente nel Nord Italia, con cui la vittima intratteneva uno scambio quotidiano di messaggi. Il testimone ha spiegato che la ragazza gli aveva accennato a recenti tensioni con l'ex fidanzato e alla volontà di incontrarlo per un breve chiarimento. L'ultimo messaggio inviato dalla giovane risale alle ore 20.23 di quella stessa sera, prima che le successive comunicazioni rimanessero definitivamente senza risposta dopo le 21.27.

La Corte ha inoltre raccolto la deposizione di un'amica dell'imputato, che ha confermato precedenti contrasti e dinamiche di gelosia all'interno della coppia, menzionando frequentazioni nei pressi del campo sportivo di Afragola. In quell'area, all'interno di un rudere dismesso, venne poi rinvenuto il cadavere della minore. La Procura contesta all'imputato il reato di omicidio volontario con varie circostanze aggravanti legate al rapporto personale e al luogo isolato.

All'esterno del tribunale la madre della ragazza, Enza Cossentino, ha manifestato forte dolore per la vicenda, chiedendo chiarezza sulle motivazioni del gesto. I giudici hanno stabilito che Alessio Tucci renderà il proprio interrogatorio in aula il prossimo 10 novembre per rispondere alle domande delle parti.