La Germania si prepara al ricambio istituzionale al vertice dello Stato, in vista della conclusione del secondo mandato del presidente Frank-Walter Steinmeier, non più rieleggibile. Come riportato dall'emittente Deutsche Welle, il mandato si completerà all'inizio del 2027, con la decorrenza formale prevista per il diciannove marzo. Il cancelliere Friedrich Merz, leader dell'Unione Cristiano-Democratica, ha il compito di indicare il candidato principale per la coalizione che guida insieme ai socialdemocratici e alla CSU.

L'elezione si tiene ogni cinque anni tramite l'Assemblea federale, formata dai seicentotrenta componenti del Bundestag e da un eguale numero di delegati designati dai parlamenti dei Länder. Il quorum richiesto supera i seicentotrentuno voti, e l'intesa fra l'Unione Cristiano-Democratica, la consorella bavarese e il Partito Socialdemocratico garantisce sulla carta una maggioranza solida di seicentoottantadue preferenze, rendendo determinante la scelta del nome concordato tra i partiti della coalizione.

Tra i profili maggiormente accreditati emerge la figura di Ilse Aigner, esponente della CSU e presidente del parlamento regionale bavarese, forte di un passato ministeriale federale e dell'apprezzamento espresso da partiti trasversali. Nel partito di Merz si valutano anche Julia Klöckner, Annegret Kramp-Karrenbauer, Karin Prien e il ministro presidente dell'Assia Boris Rhein. L'ipotesi di Ines Claus, circolata di recente, è stata invece respinta dal cancelliere.

Fonti vicine all'esecutivo segnalano che il percorso entrerà nel vivo con le riunioni direttive del nove novembre, precedute da confronti interni e scambi formali con i socialdemocratici e con i Verdi. In una democrazia parlamentare dove il capo di Stato esercita una cruciale autorità morale e costituzionale nei periodi di crisi, i partiti puntano a un profilo unificante che garantisca stabilità istituzionale al Paese.