Il governo francese ha presentato una proposta di legge che renderebbe i rivoltosi finanziariamente responsabili per i danni causati durante le proteste, con risarcimenti fino a 10.000 euro. La misura, in dibattito parlamentare, mira a contenere saccheggi e atti di vandalismo, osservati ai margini delle recenti manifestazioni nazionali legate al costo della vita e alle condizioni scolastiche.

Gruppi per i diritti umani e avvocati, inclusa Hanna Bouchareb, criticano fortemente la proposta. La definiscono antidemocratica e lesiva del diritto di protesta, temendo estenda la responsabilità anche a manifestanti pacifici vicini a violenze. Il testo prevede la corresponsabilità per chi fa parte di un gruppo che causa danni, permettendo il sequestro di benefici sociali.

L'amministrazione Macron difende la legge, ritenendola essenziale per risarcire le vittime di vandalismo. Il Ministro degli Interni Laurent Nuñez, la cui offerta di dimissioni è stata rifiutata, ha chiarito trattarsi di "responsabilità solidale", distinguendola da "collettiva". Tale distinzione è contestata dalla Lega francese per i Diritti Umani (LDH) e da gruppi sindacali.

Le imprese francesi lamentano milioni di euro di perdite. Sondaggi indicano un ampio supporto pubblico alla legge. Il Rassemblement National, tramite la senatrice Edwige Diaz, sostiene il principio di responsabilità solidale ma chiede di eliminare il tetto massimo di 10.000 euro, secondo quanto riferito da France 24.