Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha autorizzato una possibile vendita militare all'estero destinata all'Ucraina per l'acquisizione di missili Patriot Advanced Capability-3, noti come PAC-3. L'operazione complessiva ha un valore stimato pari a 2,1 miliardi di dollari e prevede la consegna di cinquecento vettori richiesti dal governo di Kiev per rafforzare le proprie capacità di protezione dello spazio aereo.

Come riportato dal quotidiano Ukrainska Pravda, la fornitura comprenderà inoltre componenti di supporto logistico e informatico, inclusi pezzi di ricambio classificati e non classificati per i missili PAC-3 Missile Segment Enhancement. Il piano proposto mira a sostenere la sicurezza di un partner considerato cruciale per la stabilità europea, incrementando le risposte operative del Paese davanti alle minacce aeree e missilistiche in corso.

L'intesa finanziaria non prevede l'impiego di fondi pubblici statunitensi. Il programma sarà interamente coperto dalle donazioni di Canada, Germania e Norvegia attraverso l'iniziativa multinazionale denominata JUMPSTART, unitamente a risorse nazionali ucraine erogate tramite il meccanismo del prestito di sostegno dell'Unione europea. La struttura economica assicura il reperimento dei materiali senza oneri diretti a carico del bilancio di Washington.

Il via libera giunge dopo recenti dichiarazioni istituzionali sui ritmi di approvvigionamento degli intercettori. Le autorità ucraine avevano infatti segnalato medie mensili ridotte di rifornimenti nel corso del 2026 e sollecitato i Paesi partner europei a valutare cessioni temporanee di parte dei propri arsenali di difesa per sopperire alle necessità sul campo in attesa dei nuovi arrivi.