Le forze di difesa ucraine hanno effettuato un'operazione combinata nella notte tra il 30 e il 31 ottobre contro lo stabilimento industriale Kamensky, situato a Kamensk-Shakhtinsky nell'oblast russo di Rostov. Lo ha riferito la testata Ukrainska Pravda citando direttamente il bollettino dello Stato Maggiore generale delle Forze armate ucraine, precisando che nell'azione sono stati impiegati missili costieri Neptune e droni.

Secondo i dati diffusi dal comando militare di Kiev, il raid ha coinvolto i reparti dei sistemi aerei senza pilota assieme alle forze missilistiche e di artiglieria navale. L'azione avrebbe provocato il danneggiamento di quattro officine di produzione e l'innesco di un rogo all'interno del magazzino dei prodotti finiti situato nell'area del complesso industriale colpito.

L'infrastruttura bersagliata è nota per la fabbricazione di propellente solido destinato alle munizioni impiegate da complessi lanciarazzi multipli come Uragan, Smerch e Tornado-S, oltre ad altri sistemi missilistici e armamenti a lancio aereo. L'obiettivo rientra nella serie di siti ritenuti strategici dalle autorità militari ucraine per il rifornimento degli arsenali di Mosca.

Nel medesimo contesto operativo, lo Stato Maggiore ha segnalato il colpo inferto a quattro depositi logistici dell'esercito russo nei pressi di Khartsyzk, Dokuchaievsk, Novovasylivka e Novoaidar. Inoltre, nella stessa notte è stato registrato un ulteriore attacco con droni contro una raffineria a Ufa, nella repubblica della Baschiria.