A partire dal primo novembre l'Unione europea applicherà una commissione di gestione di due euro su tutti i pacchi destinati al mercato comunitario. Come riferito dall'emittente Euronews, il nuovo contributo riguarda ciascuna spedizione a prescindere dal valore economico dichiarato ed è destinato a coprire le spese amministrative e di controllo sostenute dalle dogane a causa dei volumi generati dal commercio elettronico.

La nuova tariffa si somma a un dazio temporaneo di tre euro introdotto a luglio sui piccoli colli di importo inferiore a centocinquanta euro, destinato a restare in vigore fino al 2028. L'onere economico graverà su piattaforme di vendita, commercianti o vettori e sarà riscosso dai ventisette Stati membri: il settantacinque per cento dei proventi confluirà nel bilancio europeo, mentre il restante venticinque per cento rimarrà ai Paesi.

Le disposizioni mirano ad arginare l'ondata di prodotti a basso prezzo provenienti da operatori cinesi quali Temu, Shein e AliExpress. Tra luglio e settembre il flusso di piccoli pacchi si è ridotto del sessanta per cento, sebbene entrino ancora cinque milioni di colli al giorno, dei quali il novantuno per cento proveniva dalla Cina nel 2024, determinando una forte concorrenza per i dettaglianti dell'Unione europea.

L'esecutivo comunitario affronta inoltre la conformità delle merci importate, avendo proposto a settembre norme per garantire un responsabile legale residente per le vendite online. Sul fronte della vigilanza, la Commissione ha comminato a maggio una sanzione di duecento milioni di euro a Temu per prodotti non sicuri e sta conducendo indagini nei confronti di Shein in merito a violazioni relative a beni vietati.