Nel suo primo grande intervento dopo aver lasciato la guida del Tesoro britannico, l'ex cancelliera Rachel Reeves ha affermato che il futuro del Regno Unito risiede nell'Unione europea. Come riportato da BBC News, l'esponente laburista ha sostenuto su un articolo per il Sunday Times che la Brexit ha reso la nazione più povera, debole e insicura, accogliendo favorevolmente una discussione aperta sui legami con l'Europa.

Reeves ha auspicato che il vertice tra Regno Unito e Unione europea previsto il 20 novembre a Bruxelles porti a confermare il piano di mobilità giovanile. L'ex cancelliera punta inoltre a progressi nell'adesione al programma Security Action for Europe, iniziativa comunitaria concepita per rafforzare la difesa in seguito al conflitto in Ucraina, già aperta alle imprese britanniche da un patto stipulato lo scorso maggio.

La posizione espressa dall'ex ministra si inserisce nel dibattito interno al governo guidato dal primo ministro Andy Burnham. Il premier ha dichiarato la necessità di un confronto onesto sulle relazioni future, ribadendo comunque che modifiche sostanziali richiederebbero un mandato elettorale prima del 2029, a fronte del programma del 2024 che escludeva il rientro nel mercato unico, nella dogana o nella libertà di movimento.

Le opposizioni hanno reagito criticando la riapertura della questione europea. La leader conservatrice Kemi Badenoch ha contestato l'utilità di riprendere le discussioni sulla Brexit, definendole distanti dalle priorità economiche e dalla gestione della spesa pubblica, mentre Nigel Farage di Reform UK ha respinto l'esistenza di un mandato per un riavvicinamento organico con le istituzioni di Bruxelles.