I periti della Procura di Bologna hanno stabilito che lo schiacciamento del corpo è stata concausa della morte di Abderrahim Fakir, avvenuta il 19 luglio scorso nel quartiere Pilastro. Il 42enne morì durante un intervento di polizia che lo vide trattenuto a terra. RaiNews riporta che, secondo la relazione, in assenza di tale compressione, il decesso non si sarebbe verificato.

La relazione evidenzia anche assunzione di cocaina e problemi cardiaci preesistenti. L'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia, ha specificato che l'asfissia fu la causa vera; senza schiacciamento, le altre condizioni non sarebbero state fatali. Questa valutazione medico-legale è cruciale per ricostruire le cause, ma non stabilisce responsabilità penali.

Fakir morì dopo essere stato immobilizzato a terra in posizione prona dagli agenti in via Svevo, mentre versava in stato di agitazione. L'autopsia del 24 luglio aveva rilevato sangue nei polmoni e segni di schiacciamento. Dopo mesi di indagini e confronti tra consulenti, la relazione definitiva offre ora elementi chiari sul decesso dell'uomo.

La Procura di Bologna si riunirà mercoledì 28 ottobre per esaminare le conclusioni e decidere i prossimi passi dell’inchiesta per omicidio colposo. Poliziotti e soccorritori della Croce Rossa coinvolti sono iscritti nel registro delle annotazioni preliminari, non formalmente indagati. La relazione è fondamentale per chiarire circostanze e l'eventuale rilevanza delle condotte.