Le recenti manifestazioni in Albania hanno causato un effetto prevalentemente psicologico sul sistema bancario, senza impatti diretti sull'operatività finanziaria. L'esperto del settore Elvin Meka, intervistato dalla testata RTSH, ha evidenziato conseguenze minime per le banche commerciali. Nella capitale Tirana, il bilancio dei danni materiali comprende 38 filiali bancarie e 42 sportelli automatici danneggiati.

Meka ha affermato che i servizi bancari non hanno subito interruzioni, nonostante i danni fisici registrati. Ha spiegato che i costi di riparazione e ripristino delle strutture danneggiate sono assorbibili dalle banche. La continuità operativa è stata garantita, sebbene la sostituzione completa dei servizi fisici con quelli digitali entro 24 ore non sia considerata un processo immediato e semplice.

L'esperto ha riferito che l'entità dei danni è considerata trascurabile rispetto ai costi che gli istituti bancari preventivano per tali evenienze. Ha altresì ricordato che le banche hanno un obbligo legale di assicurare le proprie operazioni e attività, una previsione che contribuisce a mitigare l'impatto economico derivante da eventuali atti di vandalismo o deterioramento.

Riguardo alla copertura dei danni, Meka ha ipotizzato un possibile coinvolgimento del bilancio statale in specifiche circostanze, specie per le imprese pubbliche eventualmente compromesse. Ha suggerito, tuttavia, che lo scenario più probabile per affrontare i risarcimenti sia una combinazione di soluzioni, includendo sia le coperture assicurative bancarie sia un eventuale contributo finanziario da parte dello stato.